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La missione dei conventuali in Ucraina

Gelsomino Del Guercio

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Il 14 Settembre 2020, due anni prima dell’invasione della Russia, si è costituita la Custodia provinciale della Santa Croce in Ucraina. In questo modo si è data una organizzazione ben definita alla delicata missione che stanno compiendo i frati minori conventuali in Ucraina.

LA CADUTA DEL MURO E I PRIMI FRATI
Un percorso che ha gettato le radici dopo la seconda guerra mondiale, ma che ha preso forma solo dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, quando cinque frati conventuali dalla Polonia hanno raggiunto l’Unione Sovietica. All’inizio i confratelli si sono impegnati nel servizio pastorale, fondavano parrocchie, bonificavano, ristrutturavano e costruivano nuove chiese ed edifici parrocchiali. Il primo settembre 1991, l’Arcivescovo di Lviv consegna all’Ordine l’ex chiesa francescana di San Antonio a Leopoli e nel 1993 è stato eretto il Convento San Francesco. Da quel momento è stata in crescendo l’evangelizzazione in tutto il Paese, con la nascita di nuove parrocchie e attività.

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21 FRATI
Alla Custodia, come spiega il Centro Missionario Francescano OFMConv, oggi appartengono 19 frati professi solenni, due professi semplici e cinque conventi. Il più importante è il convento di San Francesco d’Assisi a Lviv (Leopoli), non lontano dal confine con la Polonia. Il 13 Giugno 1995 la chiesa parrocchiale è stata proclamata santuario diocesano. Il convento, nonostante i problemi abitativi, è il centro francescano più fiorente dell’Ucraina e richiama molti fedeli provenienti da varie nazioni. Le liturgie e le catechesi sono condotte in due lingue.

IL “CUORE” DI LVIV
Lviv è il cuore del francescanesimo conventuale in Ucraina perché è in questa città che Fra Rafał Kiernicki ha avviato l’evangelizzazione francescana nel Paese dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonostante la persecuzione comunista, e in quella città, per cinquant’anni, è stato parroco della Cattedrale.

DA SAN BONAVENTURA ALL’EX CARMELO
Gli altri conventi dei francescani conventuali in Ucraina sono a Boryspil’ (Convento San Bonaventura); Bilshivtsi (Convento B. Giacomo degli Strepa, un ex convento carmelitano); Kremenchuk (Convento San Massimiliano); e Khmelnytskyi (Convento Nostra Signora degli Angeli). Da quando è scoppiata la guerra, i frati sono principalmente impegnati nell’opera di carità, con distribuzione di cibo e vestiti ai poveri, sensibilmente aumentati dopo l’invasione della Russia e le difficoltà economiche crescenti che sta attraversando l’Ucraina a causa della guerra. Basti pensare che l’inflazione è salita al 26 per cento, i tassi d’interesse al 25 e c’è stato il crollo di un terzo del PIL (le fonti sono il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Ucraina). E’ in questo contesto drammatico che la missione dei francescani è diventata ancora più delicata e importante.

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