fede

I martiri cristiani: una triste piaga del nostro oggi

Antonio Tarallo

Error: Image source file does not exist.

Foto: pixabay

All’indomani del martirio delle due colonne della Chiesa universale, i santi Pietro e Paolo, la Chiesa di Roma celebra oggi la memoria dei “primi martiri romani”: nomi ignoti, volti sconosciuti di chi subì il martirio nella terribile persecuzione romana ad opera dell’imperatore Nerone, dopo lo spaventoso incendio della città divampato il 16 luglio del 64 d.C. Secondo lo storiografo romano Tacito, fu proprio su di loro che venne “scaricata” la responsabilità dell’incendio. Più avanti ricorderà Tertulliano: “I pagani attribuiscono ai cristiani ogni pubblica calamità, ogni flagello. città, se al contrario il Nilo non rigonfia e non inonda i campi, se vi è siccità, carestia, peste, terremoto, è tutta colpa dei cristiani, che disprezzano gli dei, e da tutte le parti si grida: i cristiani ai leoni!”. Non si conosce alcun nome di questi primi martiri ma la Chiesa ha avuto, fin dai suoi inizi, un vivo ricordo di tutte queste persone che per la loro fede in Cristo persero la vita. La loro memoria liturgica, venne inserita nel Calendario romano con la revisione del calendario successiva alla riforma del Concilio Vaticano II, nel 1969.

Date lontane, personaggi che hanno agito e scritto in una Storia lontana: Nerone; Tacito; Tertulliano. Eventi che sembrano così lontani dal nostro oggi. E, invece, come ieri i perseguitati per la fede cristiana ancora esistono e sono tanti. Basterebbe citare l’analisi della “World Watch List” 2023, curata dall'organizzazione Porte Aperte/Open Doors: sono oltre 360 milioni nel mondo i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede (1 cristiano ogni 7).

La lista “nera” vede al primo posto la Corea del Nord. Subito dopo la violenza anticristiana in Africa Sub-Sahariana che raggiunge intensità senza precedenti. Gli altri punti emersi dalla World Watch List 2023, che quest'anno compie trent'anni, riguardano paesi come la Nigeria ancora epicentro di massacri (salgono da 4.650 a 5.014). Il numero totale di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede, 5.621: 15 cristiani al giorno. Sono invece 2.110 le chiese o gli edifici cristiani attaccati (la metà dei quali in Cina); 4.542 i fedeli arrestati e 5.259 quelli rapiti (la stragrande maggioranza in Nigeria).

Cresce rispetto all’anno precedente il numero di Paesi che adottano il modello cinese di controllo centralizzato sulla libertà di religione. Ma la lista non si esaurisce con questi nomi, con questi numeri: paesi come l'Afghanistan, la Somalia, Libia, Yemen, Eritrea, Nigeria, Pakistan Iran, India e Arabia Saudita, sono territori in cui la persecuzione contro i cristiani è molto forte, visibile, e soprattutto preoccupante.

Celebrare la memoria liturgica dei “primi martiri romani” non è soltanto guardare al passato, ma vuol dire anche ricordare che nel mondo, ancora oggi, la piaga della persecuzione cristiana è tristemente all’ordine del giorno.

Il Concerto di Natale di Assisi 2023
09 gennaio 2024 10:26